Il titolo della mostra esprime un’urgenza: ritornare e svegliarsi alle origini. In un mondo che corre troppo veloce solo il legame con la natura, l’andar lento, l’ascoltare il silenzio e il ricondursi alla memoria e alla terra possono risvegliare la capacità di sentire e di emozionarsi. Le opere collocate tra i trulli sono presenze vive: invitano alla sosta, all’ascolto, al dialogo tra la sapienza costruttiva degli avi e la sensibilità creativa del presente.
“In questo luogo, dove ogni pietra custodisce una storia, la mia missione è continuare a creare uno spazio di accoglienza, bellezza e ispirazione. Se l’incontro tra arte e memoria riuscirà a restituire anche una sola emozione autentica, avremo compiuto ciò che questo luogo fa da oltre trecento anni: lasciare un segno profondo nel cuore di chi lo attraversa.” - Rosalba Cardone (proprietaria di Leonardo Trulli Resort).
La mostra si presenta come un cammino scandito da sei presenze artistiche e sei momenti interiori: il risveglio della materia, della memoria, della vita, dell’uomo, della danza e del cosmo. Le opere di Silvia Della Rocca, Giuseppe Maiorana, Stefano Bombardieri, Stefano Pierotti, Sauro Cavallini e Gianfranco Meggiato e Fulvio Bifarini costruiscono un itinerario in cui ogni tappa invita a una riflessione diversa. La materia si fa origine, la memoria diventa radice, la vita chiede protezione, l’uomo ritrova la propria fragilità, la danza apre alla libertà e il cosmo riconduce ogni cosa a un ordine più grande. L’obiettivo è offrire al visitatore un’esperienza che vada oltre la semplice contemplazione estetica. La mostra è un percorso da attraversare, un dialogo tra arte, natura e architettura, capace di trasformare il paesaggio in un luogo di ascolto, meraviglia e consapevolezza.
In questo incontro tra passato e presente, la pietra torna a parlare. I trulli, gli ulivi e le sculture diventano custodi di una narrazione nuova, in cui la tradizione non resta immobile, ma si apre al futuro attraverso la forza universale dell’arte.
Al centro di questo racconto vi è la figura simbolica di Leonardo, uomo legato alla sua terra con la semplicità e la forza di chi ne conosce ogni respiro. A lui apparteneva un piccolo mondo fatto di una masseria, un trullo solitario e una terra autentica, non ricca di apparenza, ma ricca nell’anima. Prima di lasciare questo mondo, Leonardo affidò questo luogo a Rosalba, oggi raffinata padrona di casa, consegnandole idealmente una promessa: custodirne l’identità ma senza impedirne l’evoluzione.
Nel tempo questa promessa ha preso forma. Il trullo originario è diventato parte di un villaggio di pietra; la masseria si è trasformata in un luogo di accoglienza, quiete e bellezza; la terra ha continuato a vivere attraverso l’orto, i vigneti, gli ulivi secolari e il ritmo naturale delle stagioni. Nulla è stato cancellato: ogni elemento è stato preservato, reinterpretato e restituito a una nuova luce. In questo paesaggio, l’arte contemporanea diventa voce della terra. Le sculture non si impongono sul luogo, ma vi appartengono: emergono tra gli ulivi, dialogano con i trulli, accompagnano lo sguardo del visitatore e trasformano il percorso in un’esperienza intima e simbolica.
Il ritorno simbolico di Leonardo rappresenta così la conferma di una promessa mantenuta: custodire l’anima autentica di una terra e, attraverso l’arte, restituirle una voce capace di parlare al mondo.